Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

Clicca Qui per ricevere Rosso di Sera per e-mail


Ogni mese riceverai Rosso di Sera per posta elettronica, niente carta, niente inchiostro.... Se vuoi inviare le tue riflessioni, suggerimenti, o quanto ritieni utile, a Rifondazione di Santa Fiora,usa questo stesso indirizzo info@rifondazionesantafiora.it

Comune di Santa Fiora

Controlacrisi

Direzione Nazionale

FACEBOOK SI TOSCANA A SINISTRA

Il coro dei Minatori di Santa Fiora Sito ufficiale

Italia - Cuba

Museo delle Miniere


Santa Fiora: la Piazza e la Peschiera online

Rassegna Stampa

Rifondazione su Facebook

STOP TTIP


"Campagna Stop TTIP"

Il Manifesto

Tu sei qui

LA LEGGE DI STABILITA'(DI BRUXELLES) E' IN ARRIVO

Matteo Bortolon
da il Manifesto
07.10.2017


Nuova finanza pubblica. Privatizzazioni e tagli alla sanità, la ricetta è sempre quella

La stabilità è in cammino. Nel senso della legge di stabilità: come accade ogni anno dal 1978, deve venire approvato un provvedimento legislativo che dà un orientamento complessivo alla finanza pubblica, che è stata chiamata legge finanziaria fra il 1978-2010, poi legge di stabilità. Essa, che riassume le decisioni della maggioranza di governo in merito ai bilanci pubblici, è sempre più diventata una vera e propria arena di combattimenti parlamentari per strappare ulteriori finanziamenti a suon di emendamenti; la annosa mediazione fra istanze di maggioranza, opposizione, pressioni delle lobby e dei cittadini è un processo che dura mesi interi.

Ultimamente è stata polemica per la notizia, diffusa da una stampa un po’ sospetta di simpatie comuniste (Sole 24-Ore) che la spesa sanitaria cadrà sotto la soglia indicata dalla Organizzazione mondiale della sanità del 6,5% sul Pil. Il quotidiano di Confindustria non si inventa nulla, basta leggere i documenti ufficiali.

Il processo di approvazione della legge di stabilità viene preceduto da alcuni documenti governativi che fanno delle previsioni sull’andamento dell’economia e stabiliscono una base di obiettivi finanziari su cui impostare la discussione: il Documento di Economia e finanza (Def) è approvato a primavera; la bozza di della legge di stabilità è pronta nella prima metà di ottobre, poco prima compare la Nota di aggiustamento al Def.

A primavera il governo aveva previsto una crescita del Pil dell’1,1%, nella Nota del 23 settembre scorso spuntano previsioni più ottimistiche: +1,5% di crescita. Ma a fronte di ciò la spesa sanitaria non cresce in proporzione, anzi per gli anni successivi si prevede un calo, dal 6,7% sul Pil attuale ad un 6,3%.

Per capirne le motivazioni occorre comprendere chi è che veramente determina il bilancio pubblico italiano.

La riforma della governance economia della Ue è stata attuata fra il 2010-13 nel conteso della crisi del debito sovrano e con un insieme eterogeneo di misure (regolamenti, direttive, trattati extra-Ue) che ha installato una nuova procedura: il semestre europeo. Esso prevede che nei primi sei mesi di ogni anno si stabiliscano le linee generali della evoluzione economica dell’Unione e articolate istruzioni per ciascuno Stato: fra novembre e dicembre esce fuori una analisi economica della Commissione che il Consiglio europeo riprende nei due mesi successivi; a marzo escono i country-report della Commissione per ciascuno Stato membro, cui ognuno deve rispondere ad aprile con due documenti programmatici (sostanzialmente il Def di primavera), che le istituzioni comunitarie leggono e (eventualmente) correggono; la bozza della legge di bilancio va mandata alla Ue entro il 15 ottobre, e se non va bene parte un simpatico scambio di lettere fra i ministri statali e la Commissione. Ciò significa che i parlamenti hanno poco spazio di manovra fra i sempre più asfissianti parametri europei – riguardanti complicati calcoli percentuali in merito al deficit dello Stato o al debito pubblico, che poco coinvolgono il cittadino comune.

Il country-report dedicato all’Italia cita poco la sanità ma quando lo fa il senso non è equivoco: «adottare e attuare rapidamente la legge sulla concorrenza rimasta in sospeso; intervenire ulteriormente per aumentare la concorrenza nelle professioni regolamentate, nei trasporti, nella sanità» (Raccomandazione 5, p. 23); si deplora una crescita eccessiva della spesa rispetto a quella del Pil dato «l’insufficiente contenimento di specifiche voci di spesa, quali le pensioni e l’assistenza sanitaria» (p. 33). E si invoca la solita manna per il mainstream, indoviniamo quale? «Assicurare l’attuazione puntuale del programma di privatizzazioni e usare le conseguenti entrate straordinarie per accelerare la riduzione del debito pubblico» (Raccomandazione 1). Visto lo zelo del governo il bilancio lo potrebbe quasi scrivere direttamente la Commissione.