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VIETARE UNA NUOVA MARCIA SU ROMA

Roberto Ciccarelli
da il Manifesto
07.09.2017


Il caso. Pd, sinistra contro il corteo del 28 ottobre annunciato dall'estrema destra. La sindaca di Roma Virginia Raggi: «La Marcia su Roma non può e non deve ripetersi». Un'interrogazione parlamentare del Pd chiede lo scioglimento di Forza Nuova. Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio: «Insulto e farsa ridicola». Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana): «Oltraggio alla Costituzione». Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista): «Intollerabile»dichiara:
«L’annuncio della “marcia su Roma” da parte di Forza nuova merita una risposta politica netta da parte del governo: il Ministero degli Interni deve vietare questa manifestazione dal chiaro carattere neofascista. La tolleranza verso organizzazioni come Forza Nuova e Casa Pound è intollerabile. L’apologia di fascismo è un reato costituzionale. I rigurgiti nazifascisti vanno combattuti, senza se e senza ma. Le organizzazioni neofasciste vanno sciolte».


Vietare la «marcia dei patrioti» il prossimo 28 ottobre a Roma – 95esimo anniversario dalla marcia sulla Capitale dei fascisti di Mussolini nel 1922 – e sciogliere Forza Nuova. È la reazione dal Pd alle sinistre (Mdp, Sinistra Italiana, Possibile e Rifondazione), all’iniziativa annunciata dal gruppo di estrema destra a cui nella serata di ieri si è unita anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi:«La Marcia su Roma non può e non deve ripetersi» ha scritto su Twitter.

Da parte del partito democratico è stata una presa di posizione costituzionale decisa, dopo che il suo segretario Renzi ha evocato più volte lo slogan famigerato, e di destra, dell’«aiutiamoli a casa loro», riferendosi ai migranti e ai rifugiati. «Una provocazione offensiva e pericolosa che va fermata – ha detto Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione Giustizia della Camera – Inutile girarci attorno, si tratta di una manifestazione di chiara impronta neofascista. Il fascismo nelle sue manifestazioni attuali non ha nulla di nostalgico o folkloristico, è puro incitamento all’intolleranza, al razzismo e all’odio».

In un’interrogazione, presentata tra gli altri da Laura Puppato (Pd), si chiede al ministro dell’Interno Marco Minniti se la manifestazione «si configuri come un’evidente, ulteriore provocazione alla nostra Costituzione, alla storia e ai valori della Repubblica, rievocando un evento che ha segnato l’ascesa al potere del Partito nazionale fascista».

In un’altra interrogazione, presentata da Emanuele Fiano e da altri 45 deputati Pd, si è chiesto a Minniti le iniziative che intende adottare «per impedire che l’iniziativa dell’estrema destra». Segue la richiesta di sciogliere il movimento politico in base alla legge Mancino.

Anche Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista, chiede al governo «una risposta politica netta: la tolleranza verso organizzazioni come questa è intollerabile. I rigurgiti nazifascisti vanno combattuti, senza se e senza ma. Le organizzazioni neofasciste vanno sciolte».

«La Marcia su Roma fu una tragedia. Rifarla oggi sarebbe, oltre che un insulto, una farsa ridicola» ha twittato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti (Pd). Per Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, «la marcia sarebbe un oltraggio alla Costituzione». Stefano Fassina (Sinistra per Roma) presenterà oggi un ordine del giorno in consiglio comunale a Roma per chiedere alla sindaca Raggi di impedire lo svolgimento della «marcia». «È un dovere – ha detto – per contrastare chi oggi ripropone un’ideologia di violenza verso l’altro, a cominciare dai migranti. Il patriottismo o è costituzionale o è fascismo».

Ieri sera non era ancora stata presentato in Questura a Roma il preavviso di manifestazione che, di solito, si presenta da un mese fino a tre giorni prima delle iniziative. In una nota il questore della Capitale Guido Marino ha detto che, quando lo sarà, saranno «valutate le condizioni dell’ordine pubblico e la concomitanza di altre iniziative». In compenso ha vietato un’altra manifestazione, pubblicizzata sul profilo Facebook del movimento politico «Roma ai Romani», prevista per le ore 20 di venerdì 8 settembre con itinerario, non precisato, lungo le vie del Tiburtino III. Il quartiere dove un rifugiato eritreo di 4o anni è stato aggredito e una donna è stata accusata di lesioni aggravate dall’utilizzo di arma, senza contestazione dell’aggravante dell’odio razziale. La decisione è stata presa considerando le condizioni di «ordine pubblico».

L’allarme provocato dall’iniziativa romana ha trovato un’eco anche a Pisa dove Forza Nuova sostiene di presidiare la stazione per una «passeggiata per la sicurezza» in chiave anti-immigrati. In un comunicato ha inoltre annunciato la presenza di «ultras, pugili, semplici cittadini». Il sindaco della città toscana, Marco Filippeschi (Pd), ha definito il comunicato del gruppo di estrema destra «aberrante». Si tratta della prima manifestazione di questo genere a Pisa. « Promuovere ronde e squadracce di picchiatori, è illegale, come praticare azioni di razzismo – sostiene Filippeschi – Pisa reagirà isolando i provocatori».

Per Roberto Fiore di Forza Nuova la «marcia» è stata indetta contro George Soros «colpevole» di finanziare le Ong e non contro Minniti. Per Fiore quella del 28 ottobre non sarebbe una manifestazione « filo-fascista o nostalgica», ma «patriottica».