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TERREMOTO A ISCHIA : MATERIALI SCADENTI E NESSUNA REGOLA

Adriana Pollice
da il Manifesto
23.08.2017


L'isola degli abusi. Nel 2010 ci fu una sommossa a Casamicciola per impedire l’evacuazione di una casa da abbattere

Gli sfollati a Ischia sono circa 2mila a Casamicciola e 600 a Lacco Ameno per un terremoto di bassa intensità.
Sotto accusa la qualità degli edifici. Il parlamento, con l’avallo del Pd, dovrebbe approvare il ddl Falanga che, secondo gli ambientalisti, è un condono mascherato.
Matteo Renzi ieri però non ne ha parlato, ha preferito rilanciare il Piano Casa, uno dei suoi cavalli di battaglia. In attesa di approvazione anche il Piano Antisismico Nazionale, una proposta di legge ferma in parlamento dal 2013, ma Graziano Del Rio è ottimista: «Sono arrivate le linee guida per la classificazione sismica della casa. Questo è l’anno in cui il bonus per la casa sicura decolla davvero».

L’architetto che sta redigendo il piano urbanistico di Forio, Antonio Oliviero, è categorico: «Casamicciola è storicamente la più vulnerabile ai terremoti. Parlare di abusivismo vuol dire strumentalizzare».
Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha chiarito: «Molte costruzioni sono realizzate con materiali scadenti fuori dalla normativa vigente, per questo alcuni palazzi sono crollati o rimasti danneggiati».

A Ischia sono oltre 600 le case colpite da decreto di abbattimento, nei sei comuni dell’isola pendono 27mila domande di condono in 30 anni.
Si tratta di edifici sprovvisti dell’agibilità e delle altre certificazioni di legge. Legambiente posiziona l’isola nella Top four degli abusi edilizi.
Nel 2010 ci fu una sommossa con scontri di piazza proprio a Casamicciola per impedire che venisse evacuata una piccola casa abusiva. L’abitazione fu poi demolita ma i sindaci, il parroco e 3mila persone sfilarono per chiedere lo stop alle ruspe. In dieci anni in Campania sono state realizzate circa 60mila case abusive, ma solo il 4% di quelle che dovrebbero andare giù nella provincia di Napoli viene poi abbattuto. Case che spuntano in una sola notte ma anche alberghi, ristoranti, piscine.

Per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano le stime sui costi vanno da 6 a 850 miliardi.
La protezione civile ha calcolato in quasi 150 miliardi i danni da eventi sismici in 40 anni. Secondo il Codacons «è come se gli italiani pagassero una tassa annuale da 2,6 miliardi». In Campania arriveranno 101milioni per adeguare gli edifici scolastici alle norme antisisma. A Napoli solo il 26,3% delle scuole ha il certificato di agibilità e il 29% ha il certificato di collaudo statico.

«Se paragoniamo gli effetti del terremoto del 1883 (magnitudo 5,8) a quelli prodotti lunedì – spiega Franco Ortolani, ordinario di geologia – scopriamo che le case allora ressero meglio.
Eppure le tecniche sono andate molto avanti. A crollare due giorni fa sono state le case del centro storico che non hanno avuto lavori di adeguamento. Le case abusive, costruite senza regole, e quelle storiche (che non sono antisismiche) poggiano su un terreno soffice che, in caso di terremoto, oscilla molto. Gli effetti si amplificano anche di tre volte».
Ortolani sottolinea poi: «L’Ingv dice che l’epicentro è 3 chilometri a sud, perciò si è attivata una nuova faglia rispetto a quella del 1883, che era proprio sotto Casamicciola. Speriamo che non si risvegli. Curioso poi che la gente riporti solo un movimento sussultorio e non ondulatorio, come succede quando si è a una certa distanza e non sull'epicentro». Infine, Ortolani individua un altro rischio: «L’isola è stata colpita da incendi, con i nubifragi potrebbero innescarsi colate di fango sulle case. Nel 1987 ho stilato il Piano di Protezione civile per il comune di Casamicciola, quando ci fu la frana del 2009 negli uffici non se ne trovò traccia. Spesso questi documenti restano carte senza effetto nelle emergenze».

Fino al 2009, quando una frana provocò la morte di una ragazzina, trascinando via strutture costruite sui valloni dove dovrebbe scorrere la pioggia, era molto frequente vedere camion scendere dai traghetti con materiale per l’edilizia, in un’isola dove c’è un divieto assoluto di edificabilità: «Il fenomeno è diminuito – spiega il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo – ma non interrotto. Si fa finta di non vedere. Gli spazi ormai si stanno saturando e le costruzioni sono a ridosso delle altre. Ischia è nella nostra classifica degli ecomostri non per un edificio in particolare ma perché ostaggio di un fenomeno diffuso.
La velocità con cui vengono costruiti i manufatti ne mette a rischio la solidità statica. Sono spesso seconde case mascherate. Ci vuole un piano straordinario di abbattimenti, la rigenerazione dei tessuti urbani, la riqualificazione antisismica del patrimonio».