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SANITÀ INTEGRATIVA : UNA IPOCRISIA

27.05.2017
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Quasi tutti i contratti di lavoro che si sono chiusi, compreso quello dei metalmeccanici, prevedono l'istituzione della sanità integrativa. Ove è previsto che le aziende versano una quota in aggiunta a quella dei lavoratori per costruire un fondo sanitario nazionale che dovrebbe servire a fare convenzioni con compagnie di assicurazione per assicurare ai lavoratori iscritti delle prestazioni sanitarie, sia di carattere privatistico che di integrazione del servizio nazionale.
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Ovviamente tutti si sgolano e spiegano, soprattutto i sindacati firmatari di tali accordi, che questa è sanità integrativa e non sostitutiva del servizio nazionale.
MA TALI DICHIARAZIONI SONO ESPLICITAMENTE IPOCRITE!!
In un contesto come quello attuale di attacco e demolizione dei servizi nazionali pubblici che le politiche liberiste stanno portando avanti in tutta Europa, assegnare un ruolo alle assicurazioni private nella tutela sanitaria dei lavoratori vuol dire dare un colpo mortale a quello che resta della Sanità Pubblica.
Non a caso la Confindustria è in prima linea nel sostenere questa logica di privatizzazione.
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Il caso dell'ultimo accordo dei metalmeccanici è emblematico. Mentre la Federmeccanica non è disponibile a concedere il ben che minimo aumento contrattuale è stata invece disponibile a finanziare per tutti i lavoratori senza chiedere il loro contributo la sanità cosiddetta integrativa.
Così di fatto tutti i lavoratori metalmeccanici ed i loro familiari non dovendo contribuire economicamente si trovano di fatto iscritti al fondo sanitario integrativo.
Certo è molto grave che le più grandi organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL che hanno la maggioranza della rappresentanza del mondo del lavoro anziché battersi contro i tentativi di tagliare i fondi alla Sanità pubblica di fatto diventano i consapevoli alleati di chi la vuole demolire.
E' lo stesso scenario che si era verificato sulle pensioni.
CGIL-CISL-UIL diventano cogestori dei fondi pensioni privati mentre in cambio si accordano per tagliare pesantemente il sistema previdenziale pubblico.
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Come ci siamo battuti contro i fondi pensione privati così oggi ci battiamo contro la sanità privata attuata in via contrattuale.
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Certo la battaglia è più difficile perché, come il caso dei metalmeccanici che si trovano tutti di fatto iscritti gratuitamente, ma è importante ricordare ai lavoratori un concetto molto semplice che la demolizione dello stato sociale è sempre stato e sempre sarà nell'interesse dei ricchi e degli industriali, mentre la privatizzazione è una condanna per i lavoratori, perché una volta attuata la sanità privata ,gestita dalle assicurazioni , i lavoratori si troveranno inevitabilmente a pagare cifre sempre più consistenti alle assicurazioni, per avere una assistenza sanitaria, oggi garantita dal servizio pubblico e quando si perde il posto di lavoro si perde anche la copertura sanitaria , come avviene negli Usa ed in altri Paesi.