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LA SANITÀ IN EUROPA

05.05.2017
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Lo spettro che oggi si aggira per l'Europa è lo smantellamento dei sistemi sanitari pubblici. Anche se sono modelli diversi, si somigliano, e hanno assicurato, fino a poco tempo fa, a tutti i residenti in ciascuno dei paesi della Comunità Europea, un certo livello di qualità nei servizi erogati. Tuttavia, negli ultimi anni, sotto la dittatura delle parole magiche "efficienza","crisi","abuso","insostenibilità" ecc... i Servizi Sanitari Nazionale hanno cominciato ad essere smantellati.
Stiamo assistendo ad un fenomeno sociale che è degenerato nel corso del tempo, la conversione della salute in merce; per questo i partiti di destra e quelli della cosiddetta "sinistra" eseguono obbedienti gli ordini di chi li comanda: le Multinazionali del farmaco e i Gruppi Finanziari. Questo disegno, perfettamente pianificato, si concretizza attraverso un processo di progressivo deterioramento, discredito e smantellamento dei sistemi sanitari pubblici al fine di:
- Indirizzare i settori più abbienti verso le assicurazioni private;
- Privatizzare le parti redditizie del sistema, dei processi sanitarie dell'utenza. Quelle non redditizie rimangono nella gestione pubblica. Per questo si allarga la gestione in forma privata dei centri pubblici;
- Creare un sistema di tutela con i resti della sanità pubblica per i lavoratori e disoccupati(per ora), mentre si escludono gli immigrati senza permesso di soggiorno. Il caso più drammatico è la Grecia, dove per ottenere l'assistenza sanitaria bisogna aver pagato contributi per almeno 60 giorni nell'anno precedente, cosa che ha lasciato fuori dal sistema più di due milioni di persone.

Le ripercussioni sociali di tale processo di privatizzazione sanitaria sono simili in tutta Europa:
- aumento delle liste di attesa e dei tempi di erogazione del servizio sanitario richiesto;
- istituzione o aumento dei ticket sanitari, che impedisce o inibisce fortemente l'accesso ai più poveri, ai disoccupati ed agli emarginati sociali;
-esclusione di prestazioni (sinora gratuiti) che dovranno essere pagate, in tutto o in parte, come annunciato dalla ministra della Sanità Greca.
- Riduzione dell'assistenza sociale ai mutilati, ai non autosufficienti e disabili;
- Aumento dei tassi di mortalità con la conseguente diminuzione della speranza di vita, in particolare nei settori socialmente più deboli;
- Ricomparsa di malattie già debellate.
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Si fissano preventivi annuali rigidi(che non coprono le reali esigenze di cura del paziente) per i centri sanitari, Ciò provoca l'indebitamento dei centri, e questo fatto viene utilizzato per privatizzarli con la falsa argomentazione che i nuovi proprietari saranno c apaci di risanare i debiti e riportare i centri in attivo.Così i politici trasferiscono alla gestione privata i servizi sinora pubblici.
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- Si introduce la "concorrenza" tra i centri per creare un "mercato interno": chi taglia di più(a scapito della qualità e dell'occupazione), riceve più soldi;
- Si attaccano i rapporti di lavoro in corso, eliminando i contratti e trasformandoli in "prestazioni di servizi" attraverso contratti di tipo civilistico. Scompare o si rende sempre più difficile la possibilità di organizzarsi sindacalmente;
- In Polonia è stata introdotto il concetto di "infermiera indipendente"(lavoratrice autonoma che contratta i suoi servizi con la direzione dall'ospedale), che lavora 250-300 ore al mese il doppio di una infermiera in organico, Non hanno uno stipendio fisso, ma ad ore(meno di €500 al mese): Questa nuova norma di sfruttamento sta sostituendo gli organici di ruolo;
- In Portogallo hanno fissato "pacchetti orari di consulti medici" da offrire ai medici esterni al sistema sanitario (di nuovo con un contratto civilistico). In pratica si sottraggono pazienti ai medici del settore pubblico;
- In Grecia i salari sono stati ridotti del 40% in tre anni ed un infermiere, che guadagnava €. 2000 al mese, adesso ne prende €1000.
- In Slovacchia la disponibilità continua di un medico viene pagata anche a €.5 all'ora, che riescono così a malapena a guadagnare €.1000 al mese:
- In Ungheria uno specialista prende circa €.1400 al mese;
Nei paesi nordici, in teoria "campioni dei diritti del lavoro" si approfitta della disoccupazione fra i lavoratori della Sanità dell'Europa meridionale: offrono contratti "non permanenti", che possono essere interrotti in qualsiasi momento, a seconda dell'interesse degli ospedali, con sanzioni risibili (fino ad un massimo di €.12000) in caso di risoluzione.
- In Francia si stanno riducendo centinaia di posti letto negli ospedali, con conseguente licenziamento dei lavoratori;
- In Italia, con il consenso dei sindacati, si stanno inserendo nei contratti di lavoro i "fondi sanitari integrativi obbligatori" per predisporre una sanità compartecipativa ed una sanità(di serie b) per chi non detiene assicurazioni o fondi.

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Questo è il quadro desolante che il liberismo europeo ci propone ed al quale bisogna opporsi difendendo, per ragioni di civiltà, lo Stato sociale. Contro questo quadro in molti stati europei sono iniziate lotte di massa, con le quali dobbiamo collegarci.
L'unità dei lavoratori del settore, sempre più mortificati, dei cittadini, dei pensionati, dei disabili e degli anziani è oggi, come non mai, necessaria per avere una efficace-efficiente e gratuita SANITÀ PUBBLICA.
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Secondo il "Rapporto sui costi dell'austerità" realizzato da un network internazionale di organizzazioni sociali, se gli Stati membri dell'Unione Europea continueranno ad attuare politiche di Austerity, nei prossimi dodici anni potrebbero esserci tra i quindici ed i venticinque milioni di nuovi poveri, facendo salire il numero degli indigenti a 146 milioni di persone, ovvero del 25% della popolazione europea. Al tempo stesso le ricchezze europee finiranno per concentrarsi ancora di più nelle mani del 10% della popolazione più ricca.
Questa situazione di pesante attacco alle condizioni di vita delle persone in carne ed ossa passa, in misura importante, dalla Sanità.
Dall'inizio della crisi, l'opinione pubblica è bombardata da una campagna di stampa terroristica sui pericoli del "debito sovrano" e dello "spread" per l'economia nazionale.
Una serie di trattari europei, siglati dai Governi che si sono succeduti negli ultimi venti anni, impone ferree politiche di austerità, come il famigerato "Fiscal Compact" che, inserito nella Costituzione Italiana come "pareggio di bilancio", imporrà per oltre venti anni politiche economiche di "lacrime e sangue", attraverso l'automatismo del taglio medio di quarantasette miliardi annui sulla spesa pubblica.
Per realizzare queste politiche Berlusconi e Monti ieri, Letta,Renzi ed ora Gentiloni applicano tagli ingenti e la famigerata "spending review", che deve recuperare grandi risorse economiche a copertura di un "debito" prodotto da speculatori finanziari, banchieri ed industriali.
Al tempo stesso tutta la politica italiana , espressione dei ceti più abbienti, è orientata alla difesa dei privilegi di pochi, essa dirotta risorse, con provvedimenti mirati, a favore di banchieri, imprenditori, corporazioni, grandi gruppi commerciali e finanziari, rendendo a questo fine sempre più iniquo il sistema fiscale.
Questo hanno fatto tutti i governi degli ultimi decenni.
Questa grande opera di massacro sociale in atto ha colpito tutti gli erogatori di diritti sociali, scuola, università, cultura, assistenza, ecc.
Tra questi il settore più colpito è quello della Sanità, poiché gran parte delle risorse pubbliche sono investite in questo settore fondamentale per la vita ed il benessere della maggioranza della popolazione.
Il "diritto alla salute"e quindi Il Servizio Sanitario Nazionale che lo garantisce, è visto come un immenso salvadanaio che i burocrati di Bruxelles stanno rompendo in tutti i paesi europei per fare cassa.
Grandi movimenti di massa si sono determinati in tutta Europa contro queste politiche, dal movimento "marea bianca" spagnolo, alle autogestioni di ospedali abbandonati in Grecia, dalle grandi manifestazioni in Portogallo ed in vari paesi dell'Est europeo entrati recentemente nell'UE.
Nel nostro paese il movimento in difesa del SSN è presente ma ancora frastagliato e, per questo debole.
OCCORRE RICOMPORRE IL FRONTE DELLE LOTTE, A PARTIRE DALLA PRESA DI COSCIENZA DELLA DIMENSIONE EUROPEA DELLA LOTTA CHE ANDIAMO A D INTRAPRENDERE.
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