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Crisi e stragi di Gaza, il Sud del mondo si stacca dall’Occidente

Crisi e stragi di Gaza, il Sud del mondo si stacca dall’Occidente

Ultima tragedia di Gaza in ordine di tempo la strage nell’ospedale.  Centinaia di morti e reazioni in tutto il mondo arabo e non soltanto. Biden vola da Netanyahu e si gioca la presidenza. La Giordania cancella il summit a 4 con Biden, l’egiziano al-Sisi e il palestinese Abu Mazen, dopo il suo forfait. Qui Piero Orteca ci spiega cosa sta accadendo nel mondo sulla crisi Israele-Palestina, oltre la stretta drammatica attualità.

«Siamo gli Stati Uniti d’America, per amore di Dio la nazione più potente del mondo, anzi, nella storia del mondo. E possiamo occuparci sia dell’Ucraina che d’Israele, mantenendo comunque la nostra difesa internazionale complessiva». Partiamo da queste parole di Biden, per andare subito al nocciolo del problema: questo tipo di ‘modello geopolitico’, funziona ancora?

Fuori misura o fuori di testa?

La netta e diffusa convinzione di molti analisti, è che il pianeta attuale sia un boccone troppo grosso, per la ‘strapotenza’ di Washington, e dell’Occidente, costretto ad andarle appresso. La parte più attenta degli americani lo sa, andando oltre le sparate elettorali della Casa Bianca. Tutti sanno che un eventuale coinvolgimento dell’Iran sarebbe una catastrofe strategica. Quindi, la diplomazia a stelle e strisce, sta facendo i salti mortali, cercando di gettare acqua sul fuoco. Il Consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan, sta inondando Teheran di messaggi diretti e trasversali: non vi muovete, perché non conviene a nessuno. Certo, molto dipende dal tipo di operazione militare che i generali di Gerusalemme decidono su Gaza (e salvo tragici errori Ndr). Massimizzare la neutralizzazione di Hamas o, più crudamente, fare della Striscia un cumulo di rovine fumanti, per far capire agli storici nemici che la stessa cosa potrebbe succedere, in futuro, in Cisgiordania o nella Bekaa libanese?

Rischio di attacco, ad esagerare o a subirlo

Indubbiamente, entrare via terra a Gaza City potrebbe essere la trappola che risucchia le migliori truppe IDF, mentre si aprono, magari, altri fronti, oltre il Giordano e sopra il fiume Litani. Oppure ‘eccedere nella difesa’ creando problemi di consenso internazionale (ciò che sta accadendo Ndr). Il Pentagono ha mosso ben due gruppi da battaglia di portaerei nel Mediterraneo, ad ammonire. A Washington e a Tel Aviv temono un attacco sul Golan e nella West Bank, dopo che gli israeliani si saranno impantanati a Gaza. Ma, oltre l’orizzonte tattico, dei movimenti sul campo di battaglia, fanno notizia, in queste ore, gli sviluppi e le polemiche nell’ambito della diplomazia internazionale (ed era prima dell’ospedale a Gaza Ndr). Facendo un rapido ma approfondito excursus, si può immediatamente rilevare un trend abbastanza netto:

il Sud del mondo, pur condannando i massacri di innocenti perpetrati da Hamas, prende sostanzialmente le parti della causa palestinese. Insomma, rispetto alle posizioni espresse dall’Occidente, la distanza è alquanto marcata.

Consiglio di sicurezza Onu

Il South China Morning Post di Hong Kong, giornale solitamente molto equilibrato, scrive significativamente che «il conflitto in Medio Oriente provoca profonde divisioni, tra la posizione guidata da Washington e il nuovo gruppo in ascesa di Paesi post-coloniali e in via di sviluppo. E il voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sulla risoluzione elaborata dalla Russia, sottolinea queste spaccature». Lunedì la proposta di Mosca per un cessate il fuoco, sostenuta oltre che dalla Cina, anche da Gabon, Mozambico ed Emirati Arabi Uniti è stata bocciata dal blocco occidentale (Stati Uniti, Francia, Giappone e Regno Unito). Gli Usa, per bocca dell’ambasciatrice Linda Thomas-Greenfield, si sono detti scandalizzati, perché il documento russo non dedicava nemmeno una riga di condanna ad Hamas. Altri Paesi: Albania, Brasile, Ecuador, Ghana, Malta e Svizzera si sono solo astenuti

Ma la notizia che dovrebbe far riflettere Biden e gli statisti europei, è che la risoluzione per il cessate il fuoco bocciata era sostenuta da alcuni grossi calibri della Lega Araba, come l’Egitto, il Qatar, la Giordania e, ‘ultima ma non ultima’, l’Arabia Saudita.

Il Sud del mondo e le arroganze stupide

Se a questa constatazione, dice il South China Morning Post, vogliamo aggiungere anche le prese di posizione dell’Indonesia (il più popoloso Paese islamico) o quelle della Malesia, per non parlare delle manifestazioni di piazza pro-Palestina in molti altri Stati, allora avremo un quadro che fotografa una frattura, sempre più accentuata, tra l’Occidente e il resto del pianeta. Ovviamente, la Cina ‘coglie l’attimo’. La visita di Putin per il Forum della ‘Belt and Road Initiative’ era programmata da tempo ma inevitabilmente il suo incontro con Xi Jinping, proprio in coincidenza con la crisi di Gaza, finirà per avere un significato geopolitico molto più vasto. Pechino è impegnatissima a propagandare l’immagine di un’America contemporanea assetata di potere, che impone con le sue leggi o con la sua forza, in ogni angolo del pianeta.

La crisi israelo-palestinese, come lascito obiettivo del colonialismo occidentale e come sviluppo ancor più traumatico di una decolonizzazione condotta maldestramente, presta il fianco alle critiche severe del Sud del mondo.

Basta ‘unipolarità’

Il processo di crescita sovranazionale di istituzioni (i Brics, per esempio) che cercano una via alternativa allo sviluppo, che non sia quella di un capitalismo duro e puro, può essere un modello da opporre alla ‘unipolarità’ americana e occidentale in genere. Un grande Paese come il Brasile si è astenuto, all’Onu, per ragioni di ‘realpolitik’, ma il suo Ministro degli Esteri, Mauro Vieira, ha detto «di avere accolto con sgomento la notizia che le forze israeliane hanno chiesto a tutti i civili che vivono nel nord di Gaza di andarsene entro 24 ore».

Insomma, gli orribili massacri di Hamas possono certo giustificare la risposta di chi cerca maggiore sicurezza. Ma non la rappresaglia, la vendetta, ‘l’occhio per occhio, dente per dente’. Quelli, sarebbero inaccettabili.

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