Dove trovare i soldi per la crisi finanziaria italiana
di Sergio Bovicelli
Anni fa il Governo Italiano decise un sostanzioso rinnovo della flotta dell’Aeronautica Militare, aderendo (con il braccio operativo Alenia, della Finmeccanica) al Consorzio Europeo per la costruzione e l’acquisto dei caccia bombardieri Eurofighter Typhoon. L’ordine iniziale era di 121 esemplari, oggi pare che siano scesi a 96. Il costo è lievitato di anno in anno e oggi dovrebbe essere tra 100 e 120 milioni di Euro ad esemplare, comunque nella Finanziaria 2005 l’impegno di spesa assunto fu di 18 miliardi di Euro fino al 2015.
Da un po’ di tempo l’Aeronautica ha una grande urgenza di “disfarsi” di un cospicuo numero di Eurofighter, perché l’Italia, sempre attraverso l’Alenia (Finmeccanica) ha aderito alla produzione e all’acquisto dei nuovi caccia Lockheed Martin F 35 Fulmine. Sembra incredibile ma è così, il nostro Paese ha sentito “l’esigenza” di acquistare nuovi mezzi da guerra! Questo progetto risale al 1998 con la stesura di un memorandum d’accordo sulla partecipazione al programma Jsf tra i governi statunitense e italiano. Nell’ottobre 2001 la Lockheed vince la gara per lo sviluppo e la produzione del Jsf, e nel maggio 2002 il Senato italiano dette il via libera alla partecipazione del nostro Paese. La costruzione del cacciabombardiere avverrà negli Usa (in Texas) per le forze armate nordamericane e inglesi e in Italia per gli altri sei partner internazionali del progetto: Olanda, Danimarca, Norvegia, Turchia, Canada e Australia. Dell’assemblaggio si occuperà interamente Alenia. Il Jsf diversamente dall’Eurofighter, è in grado di trasportare anche testate nucleari.
L’Italia prevede l’acquisto di 131 esemplari di F35, che costeranno ai cittadini italiani da 150 a 250 milioni di euro l’uno, per una spesa totale di circa 32 miliardi di Euro. Quindi, 18 miliardi per gli Eurofighter e 32 per gli F35 fanno un totale di 50 miliardi di Euro.
Ogni ulteriore commento ci pare superfluo.
(queste cose il sottoscritto le aveva dette in tempi non sospetti, esattamente nell'aprile del 2008, in un'intervista rilasciata sui problemi dello scalo aeroportuale civile di Grosseto. Chi ha pazienza può leggerla nel file allegato)
Nota aggiunta alle ore 10,30 del 3 gennaio 2012
Se avete voglia e tempo andatevi a vedere:
http://www.repubblica.it/politica/2012/01/02/news/programma_acquisto-27509860/
e vi accorgerete che si stanno accorgendo tutti delle abnormi (e inutili!) spese militari. Che dire? Meglio tardi…
Io ho avuto modo di (pre)occuparmi del problema degli F35 quando da assessore provinciale a Grosseto avevamo il problema dell’agibilità dell’aeroporto militare per un uso “anche” civile.
Quindi, cercando e studiando arrivai a capo di una questione assai complessa che riguardava anche l’avvenuto ordine, e acquisto dei primi esemplari, sempre da parte dell’A.M. di 121 Eurofighter (oggi scesi a 96 esemplari).
Rispetto alla dotazione degli F35 (altrimenti detti “fulmine”) essa parte dalla firma di un “memorandum d’accordo” tra i governi italiano e statunitense, firmato nel 1998. In quell’anno i Presidenti del Consiglio furono due, Prodi fino al 21 ottobre, poi D’Alema.
L’accordo si è sviluppato negli anni seguenti sia con governi di centro destra che di centro sinistra (XV legislatura).
Il PD, ma anche tutti gli altri (PDL, FLI. IDV, UDC, SEL, ecc.) solo oggi, come “anime candide”, si accorgono di questo problema?
Che strano, se quelle cose le sapevo io, potevano essere ignote a così tanti politici? La realtà é che sono semplicemente degli “spudurati”.