Mozione per valutare l'impatto della geotermia sulla salute dei residenti

Mozione per valutare l'impatto della geotermia sulla salute dei residenti - Rifondazione Santa Fiora

Il nostro Gruppo consiliare propone un Ordine del Giorno da discutere e approvare dal Consiglio Comunale di Santa Fiora, sui problemi dell'impatto, derivato dallo sfruttamento geotermico, sulla popolazione residente.

Nel settembre 2010 la Regione Toscana, attraverso l'Agenzia Regionale della Sanità presentò un indagine sullo stato di salute dei cittadini nei comuni geotermici. Tale studio, anche per ammissione di chi lo fece, risentiva di alcuni limiti; il primo sicuramente che l'indagine si attestava fino e non oltre l'anno 2006. Ma a nostro parere, il limite più grosso e insuperabile è che l'indagine è stata condotta solamente confrontando i dati ambientali e sanitari prelevati dagli archivi della Regione, quindi usando le parole della prefazione dello studio dell'ARS esso è basato "su dati osservazionali e valutazioni empiriche"; inoltre: "...(lo studio) non consente conclusioni definitive su rapporti di tipo causa-effetto...".

Per queste ragioni si propone che il Comune di Santa Fiora chieda alla Regione uno studio mirato sugli effetti della geotermia, effettuando analisi specifiche (sangue, urine, capello) sulla cittadinanza residente. Questo consentirebbe di capire esattamente se mezzo secolo di sfruttamento geotermico ha avuto incidenza sul fisico e la salute dei cittadini.

Tanto più che un tipo di indagine simile la sta conducendo l'Usl 8 di Arezzo su un campione significativo di cittadini esposti a inquinanti di vario tipo nei Comuni di Arezzo e Civitella della Chiana. Perchè non farlo anche nella zona dell'Amiata? Tanto più che lo studio presentato dall'ARS per i dati forniti sullo stato di salute dei cittadini residenti nei Comuni geotermici, fu motivo di fortissime e fondate polemiche.

Ci risulta che la Regione stia implementando quello studio, che si fermava a dati disponibili fino al 2006, aggiornandolo fino ad oggi; ma tutto questo sarà di nuovo insufficiente perchè, come effettuato per la prima parte, userà solo ed esclusivamente dati d'archivio. Occorre fare un passo in avanti, un salto di qualità, e questo si può fare solo attraverso analisi microbiologiche da fare sui cittadini interessati.

In questo modo i dati saranno certi e questo consentirà di dotare il sistema sanitario di un archivio per monitorare costantemente la salute dei cittadini. Inoltre, se l'analisi verrà estesa anche per la ricerca degli inquinanti sulle matrici vegetali e animali, il quadro di riferimento sarà più chiaro.

Ultime notizie: non sappiamo quando sarà finalmente convocato il Consiglio Comunale per discutere questa nostra mozione, intanto il Sindaco Verdi replica con un'intervista, senza aver letto la nostra mozione, affastellando considerazioni assolutamente non attinenti alle cose che chiediamo. Potete leggerla qui:

http://www.provincia.grosseto.it/rassegna/text.php?text=t276131

Naturalmente abbiamo replicato alle affermazioni del Sindaco, così mirabilmente riassunte in quell'articolo; ma, come da tempo sappiamo, non siamo presi in grande considerazione da qualche organo d'informazione e la nostra risposta è stata pubblicata in forma assai ridotta e incomprensibile, pertanto la riportiamo qui di seguito:

Comunicato stampa.

Risulta evidente che il Sindaco Verdi non ha avuto né modo né tempo di leggere la nostra proposta di ordine del giorno, tesa a sollecitare la Regione Toscana a fare indagini sanitarie sulla popolazione che da oltre mezzo secolo è soggetta alle emissioni dell’attività geotermica.

Rifondazione Comunista è più informata di quanto Verdi supponga e sappiamo perfettamente che la Regione vuole implementare lo studio già fatto e presentato nel 2010, con dati aggiornati fino al 2006, aggiungendo altri rilevamenti che acquisirà dai propri archivi. Ma è proprio questo il limite di quest’ulteriore indagine, cioè aggiornare il data base esistente, in luogo di procedere a verifiche, se pur su campioni di popolazione indicativa, svolte in maniera diretta, con prelievi mirati alla ricerca di possibili accumuli di sostanze, frutto della coltivazione geotermica. Considerando che in Toscana un procedimento del genere si sta attuando da qualche tempo in provincia di Arezzo, infatti, l’USL 8, per una questione analoga, sta eseguendo uno “Studio di Popolazione nei Comuni di Civitella della Chiana ed Arezzo in relazione all’esposizione a fattori di inquinamento ambientale”, esso è condotto eseguendo analisi microbiologiche sulla popolazione stessa. Tutto qui quello che chiediamo, che necessità c’è d’inalberarsi tanto da parte del Sindaco.

Quest’ultimo non solo non ha letto la nostra mozione ma nemmeno il rapporto presentato dall’ARS nel 2010, dove si afferma: …L’indagine ha previsto l’analisi e l’interpretazione dei dati già disponibili negli archivi ambientali e sanitari regionali e di quanto prodotto da indagini e ricerche effettuate nel passato. L’obiettivo dello studio, basato su dati osservazionali e valutazioni empiriche, è la selezione ed identificazione di possibili criticità per cause ambientali e sanitarie. Il metodo utilizzato, fondato essenzialmente sul confronto tra dati ambientali e sanitari disponibili negli archivi regionali, non consente conclusioni definitive su rapporti di tipo causa-effetto, ma fornisce utili indicazioni per indagini più approfondite e focalizzate, da condursi con metodi e strumenti più adeguati...”.

Queste oneste affermazioni dei curatori della ricerca, rilevavano l’insufficienza del metodo d’indagine sin qui seguito; è così inopportuno chiedere altri approfondimenti? Non abbiamo mai dubitato che il sindaco Verdi sia molto sveglio e attento ai problemi della sua popolazione, se ritiene che l’ordine del giorno da noi presentato sia eccessivo e che sono inutili nuove e diverse indagini, si può limitare a votare contro, come abitualmente fa insieme alla sua maggioranza, a ogni nostra proposta.

Santa Fiora, 26 aprile 2012

L'informazione mensile "Rosso di Sera", a cura del PRC Santa Fiora

L'informazione mensile "Rosso di Sera", a cura del PRC Santa Fiora - Rifondazione Santa Fiora

 Numero 175 APRILE 2012 (in distribuzione)

RdS 175 RdS 175 [237 Kb]

Parte la campagna di Obbedienza Civile per il rispetto del voto referendario

Parte  la campagna di Obbedienza Civile per il rispetto del voto referendario - Rifondazione Santa Fiora
Rifondazione partecipa alla campagna di obbedienza civile
  di Rosa Rinaldi
Responsabile Ambiente Territorio e Beni Comuni PRC
Il 12 e il 13 giugno gli italiani hanno scelto di mettere l'acqua fuori dal mercato e di togliere profitti dall'acqua. Dal 21 luglio è in vigore l'abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle bollette anche la componente della "remunerazione del capitale investito". distanza di parecchi mesi i gestori non hanno però ancora applicato la normativa uscita dal referendum per diminuire le tariffe del servizio idrico, anzi la tendenza generalizzata e' l'elusione del risultato referendario. La campagna di "obbedienza civile", promossa dal popolo dell'acqua, consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della "remunerazione del capitale investito". Non è la disobbedienza ad una legge ingiusta ma l'autoapplicazione della legge in vigore. La campagna di obbedienza civile è dunque il rispetto della volontà popolare e della vittoria referendaria che passa attraverso l'eliminazione del profitto dalle bollette. Clicca sull'immagine per aprire il sito dedicato, troverai tutte le informazioni sulla campagna, il logo e un dettagliato vademecum. Tutte le strutture del PRC sono mobilitate per questa che é e continua ad essere la battaglia per l'affermazione della civiltà dei beni comuni.
Il Circolo di Rifondazione Comunista sarà a disposizione di tutti gli utenti dell'acquedotto per l'assistenza nella compilazione dell'istanza di rimborso, presso la sede in Via Carolina, 16 tutti i martedì dalle ore 17 alle 19.
 

Cosa succede alla Fornacina? Interrogazione sul futuro dello stabilimento GAT

Cosa succede alla Fornacina? Interrogazione sul futuro dello stabilimento GAT - Rifondazione Santa Fiora

C'è molta preoccupazione tra le maestranze dello stabilimento del Gruppo Alimentare in Toscana Spa della Fornacina. Per questo motivo abbiamo presentato al Sindaco un'interrogazione specifica, che riportiamo integralmente.

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                                                               Al Sindaco Sig. Renzo Verdi - Al Segretario Generale

                                                                                     Comune di Santa Fiora

 

 Oggetto: interrogazionea risposta orale. 

 Il sottoscritto Consigliere Comunale Sergio Bovicelli,

Premesso

  • che la Società Gruppo Alimentare in Toscana p.a. (GAT) con sede legale a Reggello (FI), in proprietà dal 25/5/2010 per il 60% della Società Grandi Salumifici Italiani p.a. e per il 40% del sig. Bigazzi Maurizio, come da atti depositati presso la CCIA Firenze (visura del 27/3/2012), è proprietaria dello stabilimento di produzione di prodotti a base di carne situato in Loc. Fornacina a Santa Fiora;
  • che in questo stabilimento sono in questo periodo occupati 48 dipendenti a tempo indeterminato, oltre ad un indotto non trascurabile;
  • che dal 2010 a oggi, oltre a prolungati periodi di chiusura durante i cicli festivi, i dipendenti sono stati posti in cassa integrazione guadagni, a più riprese, per circa otto mesi; e che di contro, più volte è stato fatto ricorso a lavoro straordinario, per fronteggiare elevati picchi di produzione;
  • che tutto questo, nonostante le richieste d’interessamento formulate dalle maestranze, non è mai stato oggetto di segnalazione, verifica o discussione nel Consiglio Comunale.

Considerato

  • Che quest’andamento produttivo, nonostante non abbia provocato fino ad oggi esuberi di personale con conseguenti licenziamenti, è fonte di forti preoccupazioni sulla tenuta occupazionale dello stabilimento, il quale rappresenta nella realtà economica del Comune di Santa Fiora e complessivamente nell’area amiatina, un punto altamente qualificato e di vitale importanza;
  • che, in considerazione della positiva circostanza che l’attuale socio di maggioranza sia lo stesso proprietario dello stabilimento delle Bagnore con analoghe linee di produzione, cioè la Società Grandi Salumifici Italiani, produttrice e distributrice di grandi marchi quali: “Casa Modena, Senfter, Cavazzuti, F.lli Parmigiani e Gasser”, e che il Presidente e il Vice Presidente di questa Società ricoprono nel C.d.A. della Società Gruppo Alimentare in Toscana gli stessi ruoli, se pur in forma invertita;

Interroga il Sindaco per sapere:

  1. se le circostanze riguardanti i prolungati periodi di cassa integrazione guadagni, sono state oggetto di analisi da parte dell’Amministrazione Comunale;
  2. se, dopo l’acquisizione della maggioranza azionaria da parte della Società Grandi Salumifici Italiani, ha mai eseguito un incontro con quest’ultima per capire se sia mai stato creato, o ci sia l’intenzione di varare un piano industriale relativo allo stabilimento GAT della Fornacina;
  3. se sono mai state chieste garanzie rispetto alla conservazione della produzione nello stabilimento GAT e dei posti di lavoro esistenti;
  4. se non ritenga opportuno un incontro con le maestranze dello stabilimento per fornire loro sicurezza, se non altro rispetto all’impegno che l’Amministrazione porrà nella tutela dei lavoratori e della produzione.  

Santa Fiora, 29 marzo 2012

                             Sergio Bovicelli     

 

Abbiamo trovato in rete questa dichiarazione del Compagno Andrea Calò del Gruppo di Rifondazione Comunista alla Provincia di Firenze, che accentua ancora di più le nostre preoccupazioni sul futuro dello stabilimento della Fornacina e che rende ancora più urgente una chiara presa di posizione da parte dell'Amministrazione Comunale di Santa Fiora. (clicca sul link per leggere la notizia)

 http://valdarnopost.it/news/crisi-al-gruppo-alimentare-in-toscana-interviene-l-esponente-di-rifondazione-andrea-calo

                                                              

 

Edizione straordinaria, edizione straordinaria: i comunisti ci sono!

L'intervento di Paolo Ferrero

PIAZZA ROSSA!

di Romina Velchi

 

«Edizione straordinaria, edizione straordinaria: i comunisti ci sono! Edizione straordinaria». Scherza il compagno di Roma impegnato nella diffusione militante del numero speciale di "Liberazione" preparato per l'occasione. Scherza, ma non troppo. Perché veramente ieri a Roma i comunisti c'erano.

Erano tanti, giunti nella capitale da tutta Italia per dire no al governo Monti, alla riforma dell'articolo 18, alla crisi fatta pagare ai soliti noti. «Siamo diecimila»; «Siamo trentamila»; «Siamo quarantamila» si scandisce a tappe dal pullman rosso che apre il corteo: boato e applausi.

È un mare di bandiere rosse già in piazza della Repubblica, intorno alle due del pomeriggio. Il sole è a picco, il primo caldo estivo picchia, ma l'entusiasmo è proprio quello delle grandi occasioni. D'altra parte si tratta della prima manifestazione nazionale della Federazione della Sinistra, per Rifondazione la prima dopo il sofferto congresso di Chianciano del 2008. Si parte. In testa, dietro lo striscione "Gridiamoglielo in piazza - l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro", sfilano i leader della Fds: Diliberto, Ferrero, Salvi, Patta. Ci sono anche alcuni esponenti di Sel (Musacchio, Sentinelli, Gianni) e della Fiom (Cremaschi.) Ma la cifra del corteo la fanno loro, i tanti, tantissimi giovani che con allegria e fantasia riempiono prima via Cavour e poi i Fori Imperiali. Cantano, ballano, si divertono a sfottere i "tecnici", quelli che senza tanti scrupoli li stanno privando del futuro. Cantano Bella Ciao e Bandiera rossa. Indossano magliette rosse: il Che, come sempre, va per la maggiore, ma non mancano falce e martello e stelle gialle, stile "vecchio Pci". Ottanta pullman hanno portato a Roma compagni e compagne di tutte le età; enorme lo sforzo delle federazioni e non ne manca nessuna: dal Piemonte, dalla Toscana, dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Sicilia (a loro va un applauso particolare per ricordare a Grillo che invece la mafia uccide eccome). Ecco lo striscione della Federazione di Pisa; ecco quello di Salerno, Reggio Calabria, Milano, Firenze, Ferrara, Brescia, Perugia, Tivoli, Latina, Piacenza: in una parola tutte. Sfilano l'Unione Inquilini, i palestinesi, famiglie con bambini al seguito, signore avvolte nella bandiera rossa, i lavoratori della Irisbus, i gruppi di acquisto, No Tav e anche il Comitato Peppino Impastato di Monza. Alle quattro il corteo è ancora in marcia, sempre allegro e scanzonato. Alle 16,30 anche la coda entra nella piazza dove si svolge il comizio finale. Volti stanchi e sudati, ma pieni di entusiasmo. Applausi, cori, slogan sottolineano gli interventi dal palco. «Siamo tanti, siamo comunisti». Tutto sembrano fuorché sconfitti. Da ieri qualcosa è cambiato

 

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